Per secoli della tomba dell’Apostolo non abbiamo altre notizie, mentre abbiamo alcune importanti testimonianze circa la predicazione e il culto: quella sicuramente più autorevole ci è stata tramandata da Isidoro di Siviglia (+636) e nella seconda metà del secolo VIII dal presbitero Beato di Liébana nei suoi celebri Commentari all’Apocalisse. A lui è attribuito l’inno liturgico “O Dei Verbum”, parte dell’ufficio divino del rito nella festività dell’Apostolo san Giacomo. E’ il primo documento che cita la venuta di Santiago in Spagna (e lo elegge come patrono della Spagna), già prima dell’invenzione (della scoperta) della tomba a Finisterre. Scritto tra il 738 ed il 788 (il periodo di regno di Mauregato, espressamente citato nell’inno) si compone di 60 versi, distribuiti in dodici strofe di cinque versi ciascuna, che riprendono l’Apocalisse, il commento di Tyconio, il culto mozarabico, il tema della dispersio apostolorum in dodici diversi paesi dell’universo mondo. Cristo è il verbo di Dio creatore, luce del mondo, figlio di Maria, re e sacerdote, adornato di dodici pietre preziose. Comincia il giorno mette in fuga le tenebre nel suo percorso di dodici ore. Brilla la luce di Cristo nelle lampade dei dodici candelabri, che sono il simbolo degli apostoli, i quali diedero testimonianza in tutto il mondo, ciascuno in un paese diverso. Tra loro emergono i “Figli del Tuono“, Giovanni e Giacomo il Maggiore, la cui madre sollecitò per loro i primi posti nel regno ed entrambi stavano ai lati di Cristo nell’Ultima Cena. Il primo con il capo appoggiato sul suo petto. Entrambi hanno avuto il premio del cielo. Il secondo mediante il martirio, fino alla decapitazione.
All’inizio del secolo IX avviene la svolta, e come spesso accade storia e leggenda si mescolano insieme: il nord della Spagna appartiene al regno cristiano delle Asturie, che include la Galizia e la frangia cantabrica, con capitale Oviedo e sovrano è il re Alfonso II, detto il Casto (791-842). Il resto della penisola è sotto la dominazione araba e dal secolo antecedente vi è una lotta per il predominio politico e religioso della penisola iberica che durerà circa ottocento anni, periodo che ha avuto il nome di Reconquista

Per una lettura spirituale del Cammino di Santiago
Non basta essere nel cammino quanto piuttosto essere il cammino Lessi questa frase nella “concha”, la conchiglia del pellegrino, in uno dei tanti zaini a fianco del letto in un rifugio del Cammino di Santiago, durante il pellegrinaggio a piedi da me fatto nel giugno del 2001. Queste parole,


