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La riscoperta del pellegrinaggio e il “fenomeno Santiago”

La riscoperta del pellegrinaggio e il “fenomeno Santiago”

Oggi, in un rinnovato fervore spirituale, migliaia di persone raggiungono Santiago ripercorrendo le antiche vie, ricevendo ospitalità negli ospizi e nelle chiese disseminate lungo il percorso che nel 1987 il Consiglio d’Europa ha proclamato “Primo Itinerario Culturale d’Europa” e nell’anno 1993 gli è stato concesso dall’UNESCO il titolo di “Patrimonio Culturale dell’Umanità”. Lo stesso Papa Giovanni Paolo II nel 1982 radunò a Santiago gli abati delle principali abbazie d’Europa e consegnò alla città un memorabile discorso sulle radici cristiane dell’Europa: «Per questo, io, Giovanni Paolo, figlio della Nazione polacca, che si è sempre considerata europea, per le sue origini, tradizioni, cultura e rapporti vitali, slava tra i latini e latina tra gli slavi; io, successore di Pietro nella Sede di Roma, Sede che Cristo volle collocare in Europa e che l’Europa ama per il suo sforzo nella diffusione del Cristianesimo in tutto il mondo; io, Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale, da Santiago, grido con amore a te, antica Europa: “Ritrova te stessa. Sii te stessa”. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Torna a vivere dei valori autentici che hanno reso gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza negli altri continenti. Ricostruisci la tua unità spirituale, in un clima di pieno rispetto verso le altre religioni e le genuine libertà. Rendi a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio. Non inorgoglirti delle tue conquiste fino a dimenticare le loro possibili conseguenze negative; non deprimerti per la perdita quantitativa della tua grandezza nel mondo o per le crisi sociali e culturali che ti percorrono. Tu puoi essere ancora faro di civiltà e stimolo di progresso per il mondo. Gli altri continenti guardano a te e da te si attendono la risposta che san Giacomo diede a Cristo: “Lo posso”».

Infine nel 1989 a Santiago si svolse una delle famose Giornate Mondiali della Gioventù: da allora sempre più numerosi sono i giovani e non che dalla vecchia Europa e dagli altri continenti si muovono, come gli antichi pellegrini, verso la città dell’Apostolo. Durante quell’incontro oltre alla veglia notturna e alla S. Messa sul Monte do Gozo particolarmente coinvolgente fu la preghiera recitata nella basilica compostellana dal Papa dopo il gesto dell’abrazo, l’abbraccio all’Apostolo che ogni pellegrino compie al termine del suo pellegrinaggio a suggellare l’intima comunione e confidenza con Santiago l’amico del Signore. Ecco il testo di quella preghiera che racchiude non solo il valore della Giornata mondiale della Gioventù ma l’autentico e genuino significato del pellegrinaggio cristiano e jacobeo:
 
            San Giacomo!

Sono qui, nuovamente, presso il tuo sepolcro / al quale mi avvicino oggi, / pellegrino da tutte le strade del mondo, / per onorare la tua memoria ed implorare la tua protezione. / Giungo dalla Roma luminosa e perenne, / fino a te che ti sei fatto pellegrino sulle orme di Cristo / ed hai portato il suo nome e la sua voce / fino a questo confine dell’universo. / Vengo dai luoghi di Pietro / e, quale suo successore, porto a te / che sei con lui colonna della Chiesa, / l’abbraccio fraterno che viene dai secoli / ed il canto che risuona fermo ed apostolico nella cattolicità. / Viene con me, san Giacomo, un immenso fiume giovanile / nato dalle sorgenti di tutti i paesi della terra. / Qui lo trovi, unito e sereno alla tua presenza, / ansioso di rinnovare la sua fede nell’esempio vibrante della tua vita. / Veniamo a questa soglia benedetta in animato pellegrinaggio. / Veniamo immersi in questo copioso esercito / che sin dalle viscere dei secoli è venuto portando le genti fino a questa Compostela / dove tu sei pellegrino ed ospite, apostolo e patrono. / E giungiamo qui al tuo cospetto perché andiamo uniti nel cammino. / Camminiamo verso la fine di un millennio / che desideriamo sigillare con il sigillo di Cristo. / Camminiamo ancora oltre, verso l’inizio di un millennio nuovo / che desideriamo aprire nel nome di Dio. / San Giacomo, / abbiamo bisogno per il nostro pellegrinaggio / del tuo ardore e del tuo coraggio. / Per questo veniamo a chiederteli / fino a questo “finisterrae” delle tue imprese apostoliche. / Insegnaci, Apostolo ed amico del Signore, / la via che porta a lui. / Aprici, predicatore delle Spagne, / alla verità che hai imparato dalle labbra del Maestro. / Dacci, testimone del Vangelo, / la forza di amare sempre la vita. / Mettiti tu, patrono dei pellegrini, / alla testa del nostro pellegrinaggio di cristiani e di giovani. / E come i popoli all’epoca camminarono verso di te, / vieni tu in pellegrinaggio con noi incontro a tutti i popoli. / Con te, san Giacomo apostolo e pellegrino, / desideriamo insegnare alle genti d’Europa e del mondo / che Cristo è – oggi e sempre – / la via, la verità e la vita.

Questi due eventi con protagonista il Papa “venuto da un paese lontano” hanno sicuramente incrementato il valore del pellegrinaggio: soprattutto il pellegrinaggio a piedi sta rivivendo una stagione particolarmente feconda dato il significato religioso e penitenziale dello stesso, recuperando quei valori dello spirito, della capacità di riflessione ed interiorizzazione della fede che un percorso non legato ai ritmi frenetici e spesso alienanti della nostra era, sa ancora conservare intatti e nuovi per l’uomo contemporaneo. Dopo secoli di oblio, dovuti in parte a situazioni storiche e religiose che abbiamo ricordato come la Riforma protestante, le guerre di religione, il brigantaggio, le varie epidemie e i conflitti fra gli Stati nazionali dell’Europa, oggi si può parlare di un “fenomeno Santiago” e non si conosce nessun altro itinerario che come questo catturi l’immaginazione di migliaia di viaggiatori e pellegrini che ogni anno a piedi, in bicicletta o a cavallo muovono verso questo estremo lembo del vecchio continente per andare ad onorare la memoria e la tomba di un umile pescatore di Galilea, discepolo e Apostolo del Signore, lì arrivato per annunciare il messaggio religioso più sconvolgente e straordinario che il mondo abbia conosciuto: il Vangelo.
Esiste oggi sicuramente un’esigenza spirituale profonda che pare soddisfatta dal pellegrinaggio, in particolare per coloro che osano affrontarlo a piedi. Camminare ha l’effetto di sollevarci dalle preoccupazioni del mondo moderno, è un’esperienza “catartica”, di purificazione, di riscoperta dell’essenzialità della vita e forse anche della stessa fede. Il pellegrinaggio a Santiago offre poi un valore aggiunto, nel senso che è anche un cammino attraverso la storia, la civiltà, l’esperienza artistica e religiosa: ogni giorno si incontra qualche rovina o qualche grandioso monumento che ricorda al viaggiatore di essere sulle orme di un passato illustre, di un tempo in cui milioni di persone percorrevano la medesima via, per amore, per scontare una pena, per senso del dovere, per paura, o per pura e semplice fede. E tale pellegrinaggio, anche per un ateo, è un’esperienza che lascia un segno profondo. E’ un viaggio popolato di fantasmi, spiriti di grandi uomini, poveri e criminali, menestrelli e visionari, costruttori e artisti, santi e prìncipi. Un intero catalogo di umanità è passato di qui, calpestando questa lunga strada. Ha scritto un giornalista francese “il Camino di Compostella non è che uno spezzone pedestre di una strada sinuosa cominciata col nostro concepimento. La vita intera è un pellegrinaggio. Essa ci conduce fino alla Vita che non avrà fine e di cui la morte umana è il misterioso passaggio”
Il grande Papa Giovanni Paolo II nel messaggio d’inizio dell’Anno Santo jacobeo del 2004, il primo del terzo millennio del cristianesimo, ha scritto: “il Cammino di Santiago non può dimenticare la sua dimensione spirituale. Il fenomeno jacobeo non può alterare la propria identità a causa dei fattori culturali, economici e politici che porta con sé. Nei secoli, l’essenza del pellegrinaggio a Santiago de Compostella, è stata la conversione al Dio vivente attraverso l’incontro con Gesù Cristo. Il pellegrinaggio, dunque, nonostante il suo rigore e la sua fatica, è un gioioso annuncio di fede, un cammino personale di testimonianza sull’esempio del “Figlio del Tuono”, l’Apostolo Giacomo, amico del Signor”.

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