Anche quest’anno per la dodicesima volta mi sono recato, accompagnato da un gruppetto di parrocchiani e da un sacerdote di Napoli mio compagno di Seminario, in Africa (Burkina Faso e Mali) per rinsaldare i vincoli di comunione e cooperazione che legano la nostra Chiesa con le missioni.
Al nostro arrivo all’aeroporto siamo stati accolti da due vescovi, Mons. Philippe e Mons. Joachim, dai Padri Camilliani, dalle suore, da alcuni sacerdoti burkinabè delle Diocesi di Ouahigouya e Dori. Un clima di famiglia, di fraterna amicizia ha accompagnato il nostro soggiorno e i vari incontri. Tra i più significativi: la condivisone delle attività pastorali e sanitarie della comunità camilliana diversificata nei vari settori (la parrocchia, il Centro medico, il Centro di accoglienza per i malati terminali di AIDS, le suore con le loro molteplici attività educative e di supporto al Centro medico). Entusiasmante è stata la nostra presenza alla vita ecclesiale della chiesa burkinabè come il pellegrinaggio e la Messa ricca di canti e danze culminanti con l’adorazione eucaristica al santuario mariano di Yagma, la partecipazione all’erezione di una nuova parrocchia intitolata al beato Charles de Foucauld a Sabsè con una celebrazione di oltre cinque ore, la benedizione dell’altare della nuova cappella del Seminario di Ouahigouya, l’incontro con i seminaristi, i superiori e il dono un po’ particolare di 22 completi da calcio della Fiorentina inviati da don Antonio Metrano a ricordo del suo 25° anniversario di sacerdozio, subito indossati con orgoglio dai giovani “campioni” (nella foto).
Durante il soggiorno abbiamo potuto consegnare il materiale inviato dalla parrocchia di S. Stefano tramite un container: materiale sanitario e medicinali con un’autoambulanza, 6 impianti voce per chiese, materiale scolastico, vestiario, generi alimentari, attrezzature da lavoro, arredi liturgici. Anche quest’anno è stata fatta un’escursione in Mali, nella diocesi di Mopti dove accolti e ospitati dal vescovo Mons. Fonghoro abbiamo consegnato una discreta somma di denaro per sostenere l’attività pastorale di una diocesi grande quanto l’Italia con appena sei parrocchie e appena il 2% di cristiani in una terra a forte maggioranza mussulmana e animista. Particolarmente gradito il dono di 6 ostensori consegnati al vescovo per le sei parrocchie in preparazione al prossimo Congresso Eucaristico: l’Africa ha soprattutto “fame” di Cristo, non solo di pane!
Gli ultimi giorni della nostra visita li abbiamo dedicati ai bambini delle adozioni scolastiche a distanza. Suor Maria e suor Edwige a Tougouri, suor Esther a Nanoro ci hanno accompagnato nelle varie scuole per verificare il lavoro svolto nel campo dell’educazione e dell’istruzione: è questo un altro importante tassello dell’aiuto allo sviluppo dell’Africa e della chiesa. A Nanoro non poteva non mancare la visita al Centre medical Saint Camille, l’ospedale dei camilliani che in questi anni ha visto concentrato lo sforzo dei nostri aiuti e della nostra cooperazione. Purtroppo abbiamo vissuto anche il dolore dei camilliani per l’improvvisa morte in un incidente d’auto di P. Gilbert Compaorè, direttore del Centro medico e uno dei religiosi con cui negli anni si è consolidata l’amicizia, la stima e la collaborazione. La sua morte ci ha messo a contatto con la profondità della fede dei burkinabè: tutti, sacerdoti, novizi, suore, laici ci hanno dato una testimonianza di coraggio e di speranza cristiana fuori dell’ordinario. Sarà la continua vicinanza con il dolore, la sofferenza e la morte ma anche in questo avvenimento tragico abbiamo riconosciuto la forza e la dignità del popolo africano, la serenità di una comunità religiosa che ogni giorno si spende, alla sequela del Cristo, per sollevare le ferite della povertà, dell’emarginazione e della malattia.



