Durante il Medio Evo le peregrinazioni a Santiago ricevettero un impulso decisivo quando il papa Callisto II istituì l’Anno Santo Jacobeo (1122) ed il suo successore, Alessandro III, attraverso la Bolla Regis Aeternis, concesse la grazia del Giubileo (Indulgenza Plenaria) a chi visitasse il tempio compostellano negli anni in cui il 25 di luglio (festa di Santiago) cadesse di domenica. Nel XIV secolo inizia un profondo declino delle peregrinazioni, a causa di una serie di catastrofi (soprattutto la peste nera) che caratterizzarono il secolo, ed anche a causa di numerose guerre in cui venne coinvolto il continente europeo. Lo sviluppo del cammino di Santiago fu strettamente legato, come abbiamo visto, alla Reconquista spagnola. Nel 1492 avvengono alcuni avvenimenti importanti per la storia dell’umanità (come la scoperta dell’America, per cui la fine del mondo non è più Finisterre e nuovi traffici e itinerari ormai sono aperti sia per lo sviluppo economico sia per l’evangelizzazione) e la storia di Spagna e d’Europa: la presa di Granada da parte di Isabella di Castiglia e Fernando di Aragona, il cui matrimonio nel 1469 aveva finalmente riunito le due corone più importanti di Spagna; il decreto di espulsione degli ebrei e infine il valenciano Rodrigo de Borja (Borgia) è eletto Papa con il nome di Alessandro VI, il quale nel 1494 concederà a Isabella e Fernando il titolo di Re Cattolici (Reyes Catolicos). E’ in questo periodo che a ricordo della presa di Granada a Santiago viene eretto per accogliere il gran numero di pellegrini l’Hospital de los Reyes Catolicos, trasformato nel 1954 da Franco in un Parador nacional (albergo di gran lusso), nella stupenda cornice della piazza dell’Obradoiro.
La decadenza del pellegrinaggio si accentuò nel XVI secolo: vale come esempio la vigorosa requisitoria pronunciata da Luteroil 25 luglio 1522 contro il pellegrinaggio a Santiago, dove, a suo dire, non esiste alcuna prova certa dell’esistenza della tomba dell’apostolo. Egli si dichiara ostile al lungo viaggio, che assimila a un atto di idolatria, e, pur intessendo un panegirico del santo, condanna energicamente questa forma di culto. L’irruzione del protestantesimo e le guerre di religione che sconvolsero l’Europa determinarono un progressivo disinteresse verso l’istituzione del pellegrinaggio; così come l’occultamento dei resti dell’Apostolo durante quasi 300 anni, per evitare che cadessero nelle mani dei pirati inglesi guidati da sir Francis Drake poste in atto dall’arcivescovo Don Juan de Sanclemente, per evitare saccheggi e nuove profanazioni simili a quelle perpetuate alcuni secoli prima da Al-Manzor. L’arcivescovo trasferì una parte del sepolcro a Ourense. Questo episodio creò per i secoli futuri confusione perché non furono chiare le circostanze di questo occultamento parziale o totale delle reliquie dell’Apostolo. La confusione che si creò andò di pari passo con il declino del pellegrinaggio a danno della stessa devozione a Santiago tanto che nel seicento si arriva a mettere in discussione persino il ruolo di Patrono di Spagna da sempre assegnato a san Giacomo per sostituirlo con Santa Teresa d’Avila o San Michele. Successivamente Illuminismo e Rivoluzione francese assesteranno al mondo religioso legato al pellegrinaggio e al culto delle reliquie un colpo ancora più forte di quello della Riforma protestante.
Questo processo involutivo culminò nel XIX secolo con la pressoché totale scomparsa delle peregrinazioni. Recenti studi hanno dimostrato che per quanto flebile il pellegrinaggio a Compostella non si è mai veramente interrotto, nonostante la guerra d’Indipendenza contro Napoleone, le ripetute leggi di alienazioni dei beni ecclesiastici che eliminavano praticamente tutta l’infrastruttura di accoglienza indispensabile per i pellegrini, epidemie di colera e il riconoscimento ufficiale delle apparizioni mariane a Lourdes, luogo che negli anni vedrà sempre più aumentare il numero dei pellegrini). Commentano le cronache che il 25 luglio del 1867 c’erano solo quaranta pellegrini nella città di Compostela. E’ solo alla fine del secolo XIX che avviene il miracolo: grazie all’impegno del cardinale Miguel de Payà y Rico viene effettuata una campagna di scavi sotto l’altare maggiore della Cattedrale e scoperte le reliquie a suo tempo occultate per paura di Drake nel XVI secolo. Una speciale Commissione Pontificia studiò i resti ritrovati e attraverso una indagine scientifica e anche empirica (la Commissione si avvalse di una reliquia conservata a Pistoia, un pezzetto di apofisi mastoidea che era stata prelevata a Diego Gelmirez e donata all’arcivescovo della città toscana che combaciava perfettamente con la mandibola ritrovata negli scavi) poté garantire l’autenticità. Nel 1884 il papa Leone XIII emise la Bolla “Deus Omnipotens” ove confermava l’autenticità dei resti dell’Apostolo che erano stati recuperati e questo evento fece risorgere poco a poco le peregrinazioni, stimolando il desiderio di mettersi in cammino di nuovo sulla rotta di Compostella.
Piano piano durante il Novecento assistiamo a diversi tentativi di promozione del pellegrinaggio, anche se non mancarono difficoltà (prima guerra mondiale, guerra civile spagnola, seconda guerra mondiale): è in questo tragico periodo che una studiosa francese, Madame Vielliard, copia e traduce per la prima volta il Codex Calixtinus, contribuendo ad un sempre più maggiore interesse alla questione jacobea. Solo a guerra finita, con l’Anno Santo del 1948, grazie all’impegno inarrestabile del cardinale Quiroga Palacios, arcivescovo compostellano di grandi qualità spirituali e organizzative, che il pellegrinaggio a Santiago vivrà un nuovo e sempre più crescente interesse storico e religioso. Gli anni Cinquanta e Sessanta vedranno sorgere centinaia di associazioni culturali, religiose di promozione e riscoperta del cammino e un sempre più incremento del pellegrinaggio a piedi o in bicicletta. Storiografia e letteratura (studi storici e resoconti di pellegrinaggi) ma anche il cinema (la Via Lattea di Luis Bunuel, capolavoro sul Camino anche se con forti accentuazioni anticattoliche del geniale ed irrequieto regista) daranno il loro contributo alla crescita dell’interesse europeo verso Santiago, come anche la recuperata democrazia in Spagna alla morte del “caudillo” Franco (1975). Fra i primi che contribuirono alla grande ripresa merita una menzione il sacerdote Elias Valina, curato del Cebreiro, per aver dedicato al Cammino importanti studi di ampio respiro storico e spirituale, anche se molti lo ricordano quasi esclusivamente per aver “inventato” la famosa freccia gialla, “la flecha amarilla”, con la quale ha segnato muri, cippi, cartelli, alberi e pali, strade, sentieri, viottoli, campi e città per indicare la rotta verso Compostella.



