Parrocchie Porto Santo Stefano

La nascita della scuola

La nascita della scuola

Nel gennaio 1922 fu posta la prima pietra e, grazie alla cospicua somma donata dal Papa Benedetto XV e alle opere di bene di tanti generosi cittadini, il 7 maggio 1922 fu posta la seconda pietra e vennero portati avanti i lavori. Il Consiglio Comunale, considerato che non avrebbe contribuito a tale opera di grande utilità, concesse però un sussidio di lire 1.000. Nel frattempo l’Arcivescovo di Calcedonia, Mons. Andrea Caron, chiamò le Suore dell’Immacolata di Genova per affidare loro l’Asilo Parrocchiale fatto costruire da Mons. Magnani, dove arrivarono il 1° gennaio 1923. L’8 aprile 1923, mentre i lavori stavano per essere ultimati, Mons. Magnani chiese ed ottenne dal Comune l’esonero dal pagamento del dazio consumo sui materiali da costruzione impiegati nell’erezione dell’Asilo. Le Suore iniziarono l’apostolato il 7 maggio 1923 spendendosi da subito nella Scuola Materna – compresa la refezione – e nel Laboratorio di cucito e ricamo per le giovani. Le prime Suore furono: Sr. M. Guglielmina, Superiora; Sr. M. del Bambino Gesù per il Laboratorio; Sr.M.Vittoriana, aiutante d’Asilo; Sr. M. Giovannina per i lavori di casa. Domenica 13 maggio 1923 ebbe luogo la benedizione dell’Asilo Charitas, impartita dall’Arcivescovo Caron. Il giornale diocesano cattolico Rinnovamento riportò la cronaca della cerimonia: “Alle ore 10 un lungo corteo mosse dalla Chiesa verso l’Asilo; precedevano i giovani del Circolo Fede e Patria con bandiera, la Società di S. Stefano e le altre associazioni cattoliche coi loro rispettivi stendardi, una buona parte della Giunta Municipale e una folla di popolo commossa e plaudente. La banda cittadina prestò per l’occasione uno scelto e gratuito servizio. Dopo la benedizione venne celebrata da Mons. Magnani una Messa all’aperto sul piazzale dell’Asilo. Non potremmo chiudere queste brevi note senza tributare a Mons. Magnani una parola di plauso. Si deve essenzialmente a lui se l’asilo è un fatto compiuto. Egli vincendo le innumerevoli difficoltà oppostegli dalle mummie incartapecorite dell’anticlericalismo nostrano ha voluto preparare ai bambini di questa parrocchia un Istituto ove si fonde in sublime armonia l’amore di Dio e della Patria”. Purtroppo i documenti di fondazione e il decreto di apertura dell’attività furono perduti a causa dei bombardamenti subiti negli anni 1943-1944, che danneggiarono notevolmente il caseggiato e sepolto tante memorie. Nel tempo furono molte le Suore che si susseguirono nella Casa, anche se alcune vi rimasero solo pochi mesi. L’8 dicembre 1943, alle 12.30, aerei da guerra provenienti dal mare, bombardarono pesantemente Porto Santo Stefano: 34 vittime civili ed un numero imprecisato di feriti furono il bilancio finale di quello che sarebbe dovuto essere un tranquillo giorno di festa in un tranquillo paese di mare. Fu quello, per Porto Santo Stefano, fino ad allora solo sfiorato dagli orrori della guerra, l’inizio di una serie di bombardamenti ed incursioni aeree che si protrassero fino al 7 giugno dell’anno successivo. Le Suore (Sr. M. di S. Cecilia Baldisseri, Superiora, Sr. M. Canzianilla D’Agostino, Sr. M. Fortunatina Decio, Sr. M. Benilde Meistro e Sr. M. Vincenzina Rovelli) avevano resistito, restando nell’asilo, con eroico sacrificio e con grave pericolo. La popolazione, compresi i Sacerdoti, era sfollata da mesi. Nei locali dell’Asilo erano stati trasferiti gli uffici del Municipio. Alle Suore era stato affidato l’incarico di occuparsi delle mense. Nell’aprile 1944 la casa, già rovinata nelle precedenti incursioni, nelle quali aveva perso il tetto, per due volte ricostruito, venne danneggiata quasi al completo da un terribile bombardamento e resa inagibile. Solo allora, non avendo altro riparo, le Suore decisero di partire per Genova intraprendendo un viaggio che risultò disastroso, per la mancanza di mezzi di trasporto e per i continui bombardamenti, dal quale ebbero salva la vita per miracolo. Partite il sabato da Porto S. Stefano, arrivarono a Genova il lunedì “più morte che vive”, con gli abiti bucherellati e strappati dai ferri dei fili spinati in cui si erano impigliate fuggendo di notte per mettersi al riparo. Nel gennaio 1946 ritornarono a Porto S. Stefano Sr. M. Canzianilla D’Agostino e Sr. M. Susanna Gammarota che, con l’aiuto della Superiora dell’Isola del Giglio, Sr. M. Teodolinda Guinasso, rimisero a posto la casa ridotta in pessime condizioni, per andare incontro alle famiglie che, di ritorno dopo essere sfollate, non trovando più la loro casa, furono obbligate a vivere tra le macerie. Presto le Suore accolsero i bambini all’Asilo, dove anche Mons. Magnani aveva preso alloggio. Inizialmente, subito dopo la sua fondazione, l’Asilo Charitas, così chiamato a quel tempo, era proprietà della Parrocchia di Porto S.Stefano. Il parroco Mons. Giacomo Magnani, per aggirare il pericolo derivante dalle restrizioni previste dalle leggi del Fascismo in materia di istituzioni, lo acquistò, facendolo diventare sua proprietà privata, e nell’aprile 1943 avviò le pratiche per la donazione all’Istituto dell’immobile e del terreno sovrastante a gradoni in località “Pianetto”, che si conclusero il 19 luglio 1946: da allora l’Asilo Charitas appartiene alle Suore dell’Immacolata, che lo hanno sempre gestito fin dalla sua fondazione nel 1923. Nel corso degli anni vennero eseguiti vari lavori nell’interno e all’esterno dell’edificio, tra cui nell’ottobre 1946 quelli per trasformare un locale al pianterreno in cucina e refettorio.

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