Mercoledì 9 Novembre la comunità parrocchiale di Porto S.Stefano si è recata a Roma per partecipare all’udienza del Papa Benedetto XVI. In mille abbiamo raggiunto Piazza S.Pietro e compiuto un “cammino” di crescita personale e comunitario, facendoci pellegrini in Roma per ascoltare le parole del Papa, fare omaggio alla tomba di Giovanni Paolo II e celebrare insieme l’Eucaristia nella Basilica di S.Pietro, Cattedrale del successore degli apostoli.Una giornata intensa e ricca di significati, iniziata alle 6 con la partenza con ben 18 pullman dislocati in diverse zone del paese. Intorno alle 9:30 siamo arrivati in Piazza S.Pietro, la quale con l’apertura delle sue braccia e la sua magnificenza scenografica, simbolo della Chiesa che accoglie maternamente tutta l’umanità, ci ha fatto sentire membri di un’unica grande famiglia. Dato il bel tempo e l’enorme affluenza di persone provenienti da diversi paesi del mondo, l’udienza si è tenuta in piazza e non nella Sala Nervi. La nostra comunità parrocchiale ha voluto celebrare con il Papa i venticinque anni della consacrazione della Chiesa dell’Immacolata. Il pellegrinaggio è stato guidato dal nostro Vescovo Mons. Mario Meini, dal parroco don Sandro Lusini e dai sacerdoti don Antonio Metrano e don Gino Governi; erano presenti anche il Sindaco e alcuni membri della Giunta e dell’Amministrazione del Comune di Monte Argentario, i rappresentanti delle autorità civili e militari, nonché diversi membri delle associazioni e dei movimenti cattolici, le religiose, i diaconi, i ministri, gli operatori pastorali, i delegati della Caritas, i ragazzi e i giovani della catechesi, insieme con i loro genitori, educatori e catechisti.
Dopo l’ingresso del Papa, accompagnato dall’inno pasquale tratto dal Salmo 135, nonché dagli applausi, dallo sventolare di foulard e dalle grida festose dei numerosi fedeli, l’udienza (in breve nella pagina) ha alternato momenti di ascolto e raccoglimento, ad altri di saluto e applauso. Il Papa, nel salutare i numerosi pellegrini presenti, si è rivolto in modo particolare ad alcuni, tra i quali c’eravamo anche noi. Colti di sorpresa da quelle parole, essendo già stati nominati come partecipanti, abbiamo risposto con un grido festoso e spontaneo che ha echeggiato nella piazza, nella quale, benché non ci trovassimo tutti raccolti, si è fatto vivo un senso di comunione e gioia profonda, presente in tutto il pellegrinaggio.
Dopo la sosta per il pranzo, al self-service del Gianicolo o al sacco, ci siamo ritrovati tutti insieme per una foto; poi ci siamo incamminati per visitare le Grotte Vaticane e rendere omaggio alla tomba di Giovanni Paolo II: il silenzio e la preghiera hanno accompagnato i nostri passi, la nostra mente e il nostro cuore si sono immersi nel ricordo di quella guida, quel maestro tanto amato, che ci ha lasciato un segno indelebile. Se avessimo potuto saremmo rimasti lì delle ore, ma eravamo in tanti e tanti erano i visitatori dopo di noi; inoltre si avvicinava la celebrazione eucaristica, per cui siamo stati “costretti” a salire in Basilica. Alle 17 è iniziata la S.Messa, presieduta a Mons. Angelo Comastri, nell’altare della Cattedra, dietro l’altare che sovrasta la tomba dell’apostolo Pietro.
Una celebrazione sentita e partecipata da tutti, animata con il servizio all’altare, le letture, il canto, la processione offertoriale, ma soprattutto con il silenzio, il raccoglimento e la gioia, che si potevano respirare nell’aria e leggere nei nostri volti. Questo momento conclusivo comunitario, che ha preceduto il nostro ritorno a Porto S.Stefano, è stato anche un’occasione per riposare il fisico e concentrare le nostre attenzioni unicamente sullo Spirito, quello Spirito vivo e presente nella celebrazione e mirabilmente rappresentato nella preziosa vetrata di alabastro, posta dietro la Cattedra, che con la sua mistica e calda luce soprannaturale e la sua capacità espressiva e comunicativa, ci ha immersi nella preghiera, lode e ringraziamento al Signore.
Al termine una breve visita alla Basilica e un saluto a Mons. Comastri (il nostro indimenticabile don Angelo), parroco di Porto S.Stefano dal 1979 al 1990: una folla lo ha circondato salutandolo con un forte applauso in segno d’affetto e ringraziamento.
Per il grande numero non siamo riusciti a vederci tutti, nonostante i diversi momenti comunitari; tuttavia ci siamo sentiti uniti, abbiamo salutato chi incontravamo e condiviso con molti dei bei momenti. Un’opportunità grande e preziosa di crescita per la nostra comunità, che, di certo, rimarrà impressa nella nostra memoria e nei nostri cuori: un’esperienza di fede profonda e intensa che, come ha detto Mons. Comastri nell’omelia (vedi articolo), siamo chiamati a portare nelle nostre case. Nonostante fossimo in mille e che qualche imprevisto era da mettere in conto, tutto è proceduto bene, grazie a Dio, che si è fatto compagno di cammino in questo indimenticabile pellegrinaggio.
La testimonianza di Maria Chiara Pic 1
Noi, giovani e “meno giovani”, eravamo nel pullman n°18, accompagnati da don Gino. Durante il viaggio, essendo un po’ assonnati, ci siamo riposati per risparmiare le energie; non è mancato il momento della preghiera in comunione con gli altri pullman. Arrivati in Piazza S.Pietro, facendoci spazio tra la folla, abbiamo trovato un buon posto, in trepida attesa per assistere all’udienza di Papa Benedetto, il quale, nel fare il giro della piazza, ci è passato molto vicino. Abbiamo esposto lo striscione realizzato il giorno precedente, con la scritta “Con papa Benedetto pietre vive unite a Cristo” e indossato il nostro foulard con scritto “Parrocchia di Porto S. Stefano – udienza da papa Benedetto XVI - 9 novembre 2005 – c’ero anch’io”. Un’emozione grande non solo durante la catechesi del papa, ma anche quando ha menzionato la nostra parrocchia nei saluti finali.
Una bella esperienza nella quale abbiamo potuto vedere ed ascoltare il “nostro nuovo papa”, che ha subito evidenziato una chiara continuità con Giovanni Paolo II, e apprezzare la semplicità con la quale coinvolge migliaia di fedeli, che già lo amano e stimano.
Non meno sentita è stata la messa, presieduta da Mons. Comastri, da noi conosciuto come “don Angelo”, di cui abbiamo sempre sentito parlare dai nostri familiari. E’ un giorno che di certo ricorderemo con piacere per sempre.
Omelia di Mons. Angelo Comastri
Mons. Comastri ha innanzitutto fatto riferimento alla festa che si ricordava quel giorno: la dedicazione della Basilica di S.Giovanni in Laterano, Basilica che fino ad oltre l’anno 1000 era la Cattedrale del Papa. Ha detto che si può considerare la festa del Papa, della Chiesa di Roma che ha nel Papa il suo Vescovo, cogliendo l’occasione per invitare tutti a ringraziare Gesù per aver donato alla Chiesa il ministero del Papa, successore dell’apostolo Pietro, chiamato a guidarci nella verità e nella carità. Ha sottolineato che l’uomo è tentato di dimenticare le parole di Gesù, mentre il Papa fa’ in modo che ciò non avvenga, comunicandoci la prima verità: Dio è amore e il senso della vita è nascere all’amore e accogliere l’amore di Dio. Il Papa ci ricorda e testimonia il comandamento dell’amore perché noi siamo cristiani nella misura in cui rendiamo visibile nella nostra famiglia e comunità il mistero di Dio che è amore, nella certezza che la vera forza del mondo sia l’amore e non la violenza, troppo spesso protagonista nella storia. Un invito grande e impegnativo a testimoniare l’amore nella nostra vita, nel nostro mondo.
TRATTI DALL’OSSERVATORE ROMANO – 10 Novembre 2005
La catechesi di Benedetto XVI
“Lasciamoci risvegliare da questa Parola di Dio; preghiamo che essa rischiari anche la nostra mente, perché possiamo percepire il messaggio del creato - inscritto anche nel nostro cuore - che il principio di tutto è la sapienza creatrice, e questa sapienza è amore, è bontà”. Con quest’auspicio Benedetto XVI si è rivolto alle migliaia di pellegrini presenti in Piazza San Pietro per l’udienza generale di mercoledì 9 novembre, commentando il Salmo 135,1-9 - Inno pasquale – dei Vespri di lunedì della 4a settimana. Questi sono i punti nodali della catechesi (n.76) pronunciata dal Santo Padre dopo il canto dei versetti 1-6 del Salmo 135:
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I saluti del Papa
Iddio aiuti la vostra comunità ad essere sempre più luogo privilegiato di formazione spirituale
Rivolgendosi poi al pellegrinaggio della comunità parrocchiale di S. Stefano Protomartire in Porto S.Stefano, Benedetto XVI ha pronunciato queste parole:
Saluto, poi, voi, fedeli della comunità parrocchiale di S. Stefano Protomartire, in Porto Santo Stefano, venuti in occasione del venticinquesimo anniversario di fondazione della vostra parrocchia, insieme con il parroco e il Vescovo diocesano, Mons. Mario Meini. Iddio aiuti la vostra comunità cristiana ad essere sempre più un luogo privilegiato di formazione spirituale